Un bambino italiano su 4 non fa moto e sport nel tempo libero.Presentata a Roma la ricerca Ipsos sugli stili di vita dei bambini. Confermato per il 2014 il progetto “Pronti, partenza, via!”

Se delle sane abitudini di vita continuano a riguardare una quota ampia di bambini e adolescenti in Italia, tuttavia – complice anche la crisi – i dati segnalano come una fetta crescente di minori si ritrova esclusa dalla possibilità di fare per esempio sport e movimento con regolarità, di avere un’alimentazione completa e di godere dei positivi effetti fisici ed emotivi di corretti stili di vita. A documentarlo è la ricerca su “Lo stile di vita dei bambini e dei ragazzi” realizzata da Ipsos per Save the Children e Mondelēz in Italia e presentata oggi, mercoledì 15 gennaio, in occasione dei tre anni di attività di “Pronti, partenza, via!”, progetto promosso da Save the Children insieme a Mondelēz International Foundation nelle aree periferiche di 10 città italiane (Milano, Torino, Genova, Napoli, Catania, Sassari, Palermo, Bari, Ancona, Aprilia) a favore della pratica motoria e sportiva e dell’educazione alimentare dei bambini. L’intervento, che proseguirà per tutto il 2014, come annunciato in conferenza stampa, è realizzato in partnership con Uisp e Csi.

Alla conferenza stampa è intervenuto anche Simone Pacciani, vicepresidente nazionale Uisp: “Il nuovo investimento della fondazione Mondelēz permetterà di proseguire anche nel 2014 l’attività, che diventerà occasione per sperimentare ulteriormente le nostre azioni ampliando il campo di interventi sull’educazione alimentare con la realizzazione di orti didattici e laboratori di cucina, mantenendo in parallelo i presidi di attività nelle scuole e intensificando gli incontri tematici con le famiglie. Parte quindi una nuova sfida. L’obiettivo di questo quarto anno di iniziative sarà rendere queste aree recuperate centri di integrazione sociale per i cittadini, un bene comune per la collettività”.

Un quarto circa dei bambini e adolescenti italiani – pari al 23% (+2% rispetto al 2012) – non fa alcuna attività motoria nel tempo libero a fronte del 77% di minori che invece fa sport e movimento, si legge nella ricerca. Tra le cause dell’inattività – secondo il 35% di genitori intervistati – la mancanza di voglia e di interesse da parte dei bambini e ragazzi, quindi il costo eccessivo delle strutture, per il 28% di madri e padri, con un aumento del 13% rispetto al 2012, l’incompatibilità degli orari – per il 13% del campione.

A conferma dell’impatto crescente delle difficoltà economiche sugli stili di vita di minori e famiglie anche il dato su cosa fanno gli stessi genitori nel tempo libero: fra le attività che registrano un ridimensionamento (non lo praticano mai o raramente) vi è infatti lo sport a cui rinuncia il 44% dei genitori (a fronte del 37% nel 2012). Analizzando l’opinione dei ragazzi, colpisce l’incremento di coloro che assegnano scarsa rilevanza e valore all’attività fisica: alla domanda “tra i tuoi amici e compagni come viene considerato uno che pratica sport, fa attività fisica”, il 39% (+7% rispetto al 2012) risponde “in nessun modo particolare, non se ne parla quasi” a fronte invece di un 40% (-6% in confronto al 2012) di under 18 che dichiara un’opinione positiva del fare sport e moto.

Per leggere la ricerca : leggi qui analisi_completa.

Per quanto riguarda altre occasioni di sport o movimento, la ricerca rileva come la crisi non abbia scalfito il grande utilizzo dell’automobile, anche per percorsi brevi come l’andare a scuola: in media 4 minori su 10 si muovono in auto (6 su 10 tra gli alunni della primaria) mentre solo il 24% a piedi (-6% rispetto al 2012) e il 9% (a fronte dell’11% del 2012) in bici. Gli adolescenti, più autonomi nello spostamento e non ancora “motorizzati”, impiegano i mezzi pubblici in misura superiore agli studenti degli altri gradi di scuola (59% versus 16% della secondaria inferiore) ma anche presso questo gruppo di età l’uso della bicicletta è limitato al 12%, come del resto presso i pre-adolescenti (11-13 anni) che tuttavia si muovono a piedi in un terzo delle occasioni. Gli spostamenti a piedi, sebbene decisamente più limitati per i 14-17enni (11%), tendono ad esser un po’ più lunghi, ma permane l’abitudine a camminare poco, massimo mezz’ora per due ragazzi su tre (66%) e più di un’ora solo per un segmento limitatissimo di giovani (4%), senza mutamenti d’abitudini rispetto agli anni passati. L’ascensore per raggiungere i piani alti si conferma la scelta di un terzo dei ragazzi (32%).

A incentivare alcune abitudini sedentarie dei bambini e adolescenti italiani c’è poi la fruizione dei media: il tempo trascorso davanti alla TV si conferma significativo sulla totalità dei minori che la vedono quasi la metà (47%) la vede per un tempo compreso fra 1 e 3 ore al giorno. E aumenta, anche se di poco, il tempo dedicato dai ragazzi ai video-game: dell’85% che vi gioca (il 15% no), il 57% lo fa mediamente per un tempo compreso fra 1 e le 3 ore. Internet è legato all’età: lo utilizza il 100% degli over 14 anni e il 30% vi passa anche più di tre ore, contro un 80% degli 11-13 enni e il 59% dei minori di 10 anni, che ne fanno un uso più morigerato: rispettivamente in media un’ora e mezz’ora.

L’obesità minorile in Italia appare per i genitori un problema visibile e consueto: i genitori continuano a ritenere – in linea con il passato – che più di un terzo di bambini italiani sia sovrappeso od obesi ed un altro terzo che questa percentuale stia comunque tra il 20% e il 30%. I bambini più piccoli sono, secondo la percezione dei nostri intervistati, colpiti in misura quasi doppia rispetto agli adolescenti. Tuttavia, quando si tratta di valutare lo stato di salute del proprio figlio, solo un genitore circa su 10 ammette un sovrappeso, mentre per l’80% delle famiglie i propri figli sono assolutamente nella norma.

“Anche per quanto riguarda l’alimentazione, accanto a delle buone abitudini, sembrano consolidarsi delle tendenze poco sane, come non mangiare la frutta e verdura, saltare la colazione, concentrare i pasti piuttosto che fare i 5 consigliati al giorno, o mangiare con la tv accesa”, spiega ancora Valerio Neri. “Se a delle cattive abitudini alimentari si associa, come spesso, accade, l’assenza di un’adeguata pratica sportiva e motoria, le conseguenze sul benessere di un bambino o un adolescente, sia sul piano fisico che emotivo, possono diventare rilevanti”.

“A distanza di 3 anni sono 70.000 i bambini e gli adulti raggiunti, 10 le aree sportive e verdi anche pubbliche riqualificate e utilizzate per attività motorie, ricreative ed educative, 1.400 i professionisti coinvolti, fra operatori, insegnanti, pediatri, nutrizionisti e cruciale è stato il contributo dei due partner che sin dall’inizio hanno partecipato alla definizione del progetto e ne hanno curato l’implementazione: il Centro Sportivo Italiano e l’Unione Italiana Sport Per tutti ”, spiega Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children Italia. “’L’intervento è consistito nel recupero e messa in opera di spazi come campi da gioco, percorsi sportivi, spazi verdi, campi polivalenti, skate e roller park, piste podistiche e ciclabili, con l’obiettivo di farne dei luoghi aperti a tutto il quartiere, contribuendo così a contrastare fenomeni di emarginazione ed esclusione sociale. Inoltre sono state organizzate sessioni informative su alimentazione e stili di vita salutari, all’interno delle scuole primarie e sono stati aperti 10 punti informativi dove le famiglie possono incontrare professionisti, quali nutrizionisti e pediatri”, spiega ancora Raffaela Milano.

“Il progetto ha ricevuto anche una valutazione da un ente esterno e indipendente, coadiuvato dall’Università La Sapienza di Roma. Attraverso la somministrazione di questionari ai genitori dei bambini e agli operatori, sono state valutate le ricadute delle varie azioni portate avanti ed è emerso, tra l’altro, come nei bambini coinvolti sia aumentata la propensione a fare quotidianamente attività che implichino movimento e ci sia stato un aumento nella consapevolezza delle scelte alimentari”.

Oggi e domani (ingresso gratuito, dalle 10.00 alle 18.00) sarà anche possibile visitare la Mostra fotografica ““Pronti, Partenza, Via!”. Le foto sono state scattate da Francesco Alesi in varie città italiane e rappresentano “I luoghi restituiti ai bambini” – con foto delle strutture sportive, educative o degli spazi cittadini recuperati o riqualificati – ritratti dei bambini – nella sezione “I protagonisti del progetto”; l’ultima parte della mostra accoglie le foto scattate dai dipendenti di Mondelēz in Italia. (Fonte: Save the children Italia)

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